Dialisi e trapianto

In passato erano esclusi dalla dialisi e dal trapianto i bambini di età inferiore a 5 anni.

Attualmente questa limitazione non esiste più grazie ai progressi tecnologici e alle migliorate conoscenze scientifiche.
La dialisi peritoneale si effettua inserendo, attraverso un tubicino inserito in addome, un liquido sterile nella cavità peritoneale.

Nel liquido passano le sostanze tossiche dai capillari ed è cambiato dopo un certo tempo con liquido “pulito”. Dopo un certo numero di “risciacqui” la depurazione è soddisfacente e la dialisi può essere temporaneamente interrotta. Nei bambini più piccoli la dialisi peritoneale è il trattamento sostitutivo più attuato, perché è meglio tollerato sia fisicamente che psicologicamente. E’ eseguito a casa durante la notte con una apparecchiatura semplice da usare e che non comporta alcun rischio dopo un breve periodo di addestramento. Durante il giorno il bambino svolge le normali attività: va a scuola, ai giardini, a trovare gli amici.
L’emodialisi richiede la circolazione extracorporea e la puntura dei vasi sanguigni, che è piuttosto dolorosa. L’emodialisi dura 3 – 4 ore mediamente e si effettua 2 – 3 volte la settimana in un centro di dialisi ospedaliero.
Il trapianto renale può essere effettuato nei bambini giudicati idonei dopo una lunga serie di indagini purché abbiano un peso corporeo di almeno 12 Kg. I bambini tollerano bene l’intervento chirurgico e le terapie immunosoppressive.

E’ possibile effettuare il trapianto da donatore vivente prima di iniziare il trattamento dialitico.
In Italia esiste una lista di attesa per il trapianto per i pazienti pediatrici separata da quella dei pazienti adulti. I pazienti pediatrici hanno la precedenza.